Abolizione degli Studi di Settore

 

Abolizione degli Studi di Settore

 

Gli studi di settore rappresentano uno strumento ideato dal legislatore al fine di rendere più efficace l’azione accertatrice. In estrema sintesi, gli studi di settore si basano su parametri pre-impostati che, applicati alla realtà aziendale o professionale, consentono la determinazione dei ricavi o dei compensi che con massima probabilità il contribuente sarebbe in grado di generare nello svolgimento della propria attività. Un problema connesso all’utilizzo degli studi di settore consiste nel valutare quanto siano realistici i risultati ottenuti attraverso la loro applicazione.

In ogni caso, il risultato che si ottiene attraverso l’applicazione degli studi di settore alla realtà aziendale o professionale rappresenta una presunzione relativa che può essere posta a base di avvisi di accertamento, senza che gli uffici siano tenuti a fornire specifiche motivazioni in ordine ai risultati ottenuti.

Tali metodi possono risultare efficaci in Paesi dall’alta competitività come Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, ma pretendere di introdurre in Italia i suddetti sistemi, senza adeguarli alla peculiarità dell’economia del Paese equivale ad un ennesimo colpo inferto al nostro sistema produttivo che non riesce a garantire a decollare a causa della scarsa competitività rispetto al resto d’Europa. Per questo motivo Assoimprese chiede l’abolizione degli studi di settore e l’adozione di altre forme di accertamento che meglio si modellano alla nostra realtà.