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Fondo Impresa Donna: 40 milioni dal MISE per l’imprenditoria femminile

Il Ministro dello Sviluppo Economico (MISE) ha approvato il decreto per l’istituzione del Fondo Impresa Donna – introdotto dalla Legge di Bilancio 2021 – per cui saranno stanziati 40 milioni di euro. A questi si aggiungono i fondi da 400 milioni di euro dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione n. 5 “Inclusione e coesione” – per l’imprenditoria al femminile relativamente al periodo 2021-2026.

Il Fondo, infatti, nasce dall’esigenza di avere a disposizione uno strumento dedicato per attuare gli ambiziosi obiettivi posti dal PNRR, tra cui:

  • finanziamento di 2.400 imprese guidate da donne entro giugno 2026, favorendo così l’occupazione femminile in Italia
  • incentivare l’imprenditoria femminile, adattando gli strumenti e servizi di supporto per la creazione di nuove imprese femminile ai reali bisogni delle donne (es. coaching, supporto tecnico-amministrativo, work-balance e altro ancora)
  • promuovere progetti innovativi per le imprese femminili già esistenti per la trasformazione digitale o transizione ecologica

Il bando sarà gestito da Invitalia ed è prevista anche la collaborazione da parte del Comitato impresa donna, così come delle Camere di Commercio, Associazioni di Categoria, Regioni ed Enti locali.

Nello specifico, l’obiettivo del Fondo Impresa Donna è quello sostenere gli investimenti e servizi destinati all’imprenditorialità femminile e volti a:

  • diffondere una cultura manageriale tra la popolazione femminile, attraverso attività di promozione e comunicazione in università e scuole, nonché di orientamento verso le discipline STEM
  • favorire la partecipazione attiva delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese

Beneficiari

Il Fondo impresa donna si rivolge a:

  • società di persone e cooperative aventi almeno il 60% di socie donne
  • società di capitale composti nel Consiglio di Amministrazione per almeno 2/3 da donne, lo stesso per le quote detenute
  • donne lavoratrici autonome (es. libere professioniste)
  • donne disoccupate, a cui saranno dedicate agevolazioni ancora più vantaggiose

All’incentivo sono ammesse le imprese di diversi settori: manifatturiero, servizi, turismo, artigianato, commercio e trasformazioni di prodotti agricoli.

L’agevolazione

La misura prevede la concessione e il riconoscimento di diverse agevolazioni, variabile a seconda che si tratti di startup o impresa pre-esistente, nella forma di:

  • contributi a fondo perduto la creazione di nuove imprese a conduzione femminile, in particolare per le imprese individuali o le iniziative di autoimprenditorialità da parte di donne disoccupate
  • finanziamento a tasso agevolato per l’avvio e sostegno delle PMI femminili
  • contributi a fondo perduto fino all’80% della media circolanti gli ultimi 3 esercizi per le imprese formate da più di 36 mesi
  • voucher fino a 5.000€ per percorsi di assistenza tecnica-gestionale
  • investimenti nel capitale: ad esempio con la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi

i quali hanno, come ultimo fine, quello di favorire la partecipazione delle donne nelle dinamiche imprenditoriali, l’inclusione e coesione sociale e supportare le loro competenze e creatività nella creazione di nuove imprese e realizzazione di progetti innovativi.

Anche l’importo massimo delle spese ammissibili è differenziato in base alla tipologia di PMI o startup:

  • entro 250.000€ per le imprese di nuova costituzione
  • entro 450.000€ per le imprese già esistenti